Ricarica il tuo corpo di energia con lo yoga

Lo Yoga è un veicolo perfetto per il tuo cambiamento.

Se lo vorrai, lo Yoga può diventare un punto di partenza per cambiare non soltanto il tuo corpo, ma il tuo modo di essere e di pensare.

Lo Yoga è in grado di fornire soluzioni, tecniche e pratiche che  riportano serenità ed energia inaspettata, al nostro corpo e alla mente.
Attraverso le posizioni yogiche unite al respiro, si attivano quei centri energetici nel nostro corpo, offrendo una profonda rigenerazione psicofisica e un riequilibrio energetico.

La nostra salute dipende da quanto questa energia vitale fluisca in  modo omogeneo ed equilibrato nel  corpo.
Ci sono studi scientifici che dimostrano come il nostro corpo sia percorso da emissioni elettriche continuene parlano studi del Dott. H. Biancini di Parigi,  di Andrè Van Lysebeth che studiò i legami tra yoga e scienza occidentale, del Prof. Wilhelm Reich...
L’energia vitale nello Yoga si chiama  Prana, quell’energia sottile che anima tutte le  forme di vita e collega mente e corpo.
Con le ASANA e il controllo sul respiro, il Prana, l’energia sottile, fluisce nel corpo, ritemprandolo, rafforzandolo e incanalando l’energia dove serve e migliorando le funzioni cerebrali.

risveglia energia sottile

Sperimentando la “stabilità nello sforzo”, rigenerando organi interni, lavorando sui singoli centri energetici che sono posizionati lungo la colonna vertebrale, allungando il corpo per innalzare la nostra energia e distribuirla,  imparando a respirare in modo completo, sfruttando le pause… tutto questo contribuisce a raffinare il nostro ascolto e a percepire più in profondità il nostro corpo e le nostre sensazioni, per poi riuscire a centrarsi e percepire questa energia rinnovata che scorre dentro di noi, a tutti i livelli.
L’energia si può percepire, si può ascoltare, si può sentire.

Vuoi ricevere energia buona? Contattaci per una lezione gratuita

Lo Yoga è l’unica disciplina su questa terra
da cui puoi RICEVERE ENERGIA invece di bruciarla.

(Traduzione dal testo di Bikram Choudhury )



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ॐ YOGA * Ginnastica finalizzata al benessere psicofisico ॐ

Sequenze come un fiore

come un fiore

Lo Yoga Che Danza non è un nuovo tipo di Yoga. Si tratta di  un tipo di Yoga e Ginnastica per il benessere che mira alla massima fluidità dei movimenti.

Si tratta di gesti consapevoli e profondi ma lenti e pieni di grazia.

La corretta esecuzione della sequenza di posizioni, fa pensare allo schiudersi dei petali di un fiore.

La funzione principale di queste successioni di Asana, è quella di sviluppare la consapevolezza del proprio corpo usando soltanto i muscoli che servono; nella morbidezza,  ci si concentra sul respiro, sulla qualità dei movimenti, sulla distribuzione del peso del corpo con i dovuti appoggi che restituiscono un sostegno.

“COME UN FIORE”: il ritmo morbido della corolla si apre lentamente al primo sole con lo schiudersi del bocciolo, mette allo scoperto le parti interne e mostrando la propria bellezza.

E’ così che impariamo a vivere le sequenze morbide dello “Yoga Che Danza”.

Vuoi provare? Contattaci.

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Yoga alla parete posizioni al muro

Durante le Lezioni di Yoga* e Ginnastica posturale a Montorso, solitamente sperimentiamo tecniche diverse per riuscire a lavorare sul corpo a 360°.

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Abbiamo lavorato con posizioni yogiche alla parete che consentono di potenziare e allungare i muscoli, in assenza di gravità sfruttando lo scarico venoso naturale.

In queste Asana e posizioni al muro, il corpo riesce ad “andare oltre” rispetto ai propri limiti naturali e la pratica risulta potenziante, con meno fatica.

Ecco alcuni momenti della pratica di Asana al muro, a Montorso:

Contattaci se vuoi venire a provare una lezione!


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Rito dei 5 Tibetani – Animazione

Il Rito dei 5 Tibetani  è utile per alleviare i dolori alla schiena perchè, se praticato con costanza, scioglie le articolazioni  rendendo flessibile la schiena.

Trovate un’animazione molto esplicativa per comprendere meglio qual è la sequenza che comunque vi spieghiamo nel dettaglio qui di seguito:

MOVIMENTO 1 – Rito 5 Tibetani:
Dalla posizione in piedi, estendi le braccia all’altezza delle spalle e falle girare in senso orario mantenendo la testa e lo sguardo frontale. Non fissare nessun punto malascia che la visione si offuschi mentre ruoti le braccia. Esegui le torsioni fino a 21 volte ma inizia gradatamente fino ad arrivare a 21.

MOVIMENTO 2 – Rito 5 Tibetani:
Sdraiati sulla schiena con le braccia lungo i fianchi e i palmi rivolti verso l’alto. Mantenendo le gambe diritte, inspirando, inizia a sollevare le gambe da terra mantenendole tese fino al tuo massimo punto e, contemporaneamente, stacca la testa da terra portando il mento verso lo sterno. Espirando, torna a posare le gambe a terra. Ripeti fino a 21 volte iniziando gradatamente.

MOVIMENTO 3 – Rito 5 Tibetani:
Mettiti in ginocchio con le gambe unite, le braccia tese, i palmi delle mani appoggiati a lato delle cosce. Abbassa il mento verso il petto avvicinandolo allo sterno e, inspirando, alza la testa piegandoti all’indietro lasciando che le mani scivolino sulla parte posteriore delle cosce e sulla zona lombare affinchè sostengano il peso.  Contemporaneamente, solleva la testa e porta il collo all’indietro. Espirando, ritorna nella posizione iniziale. Ripeti fino a 21 volte inziando gradatamente.

MOVIMENTO 4 – Rito 5 Tibetani:
Dalla posizione seduta con le gambe distese aperte alla larghezza delle spalle, porta le braccia ai fianchi con le mani appoggiate a terra e le dita rivolte in avanti. Abbassa la testa con il mento verso lo sterno inspirando e solleva i glutei dal terreno piegando le ginocchia. Mentre sollevi i glutei, il peso si sposta sulle braccia, mani, gambe e piedi fino a quando il tronco e le cosce sono paralleli al terreno. La testa cade indietro morbidamente. Espirando, torna in posizione seduta con la testa abbassata in avanti. Ripeti fino a 21 volte iniziando gradatamente

MOVIMENTO 5 – Rito 5 Tibetani:
Dalla posizione in quadrupedia porta le mani a terra con le braccia aperte un po’ più della larghezza delle spalle e le dita in avanti.
Le ginocchia sono appoggiate con le gambe leggermente più larghe delle spalle. Inspirando, porta in alto i glutei appoggiando le dita dei piedi e allungando le braccia. Il tuo corpo assume una forma di V rovesciata con il peso ditribuito tra braccia e gambe, entrambe raddrizzate.
Inarca  il busto e la testa all’indietro mantenendo, il più possibile, gambe e braccia distese con la pianta dei piedi appoggiata a terra (in base alle tue possibilità).
Espirando, ritorna nella posizione di partenza piegando le ginocchia. Ripeti fino a 21 volte, iniziando gradatamente.

CREDITS Animazioni:
  http://www.lifeevents.org/5 tibetans energy rejuvenation exercises.htm
  Copyright 2001 Lifeevents.org



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Cinque semplici esercizi per riattivare i centri energetici

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“La prima cosa importante che mi fu insegnata al mio ingresso nel monastero – disse il colonnello – fu questa: il corpo ha sette centri energetici che potremmo chiamare vortici. Gli Indù li chiamano chakra. Sono campi elettrici potenti, invisibili a occhio nudo, tuttavia assolutamente reali. Ciascuno dei sette vortici ha il proprio centro in una delle sette ghiandole a secrezione interna del sistema endocrino corporeo e ha la funzione di stimolare la produzione ormonale della ghiandola. Sono gli ormoni a regolare tutte le funzioni del corpo, incluso il processo dell’invecchiamento”.
“Recenti ricerche scientifiche testimonierebbero che lo stesso processo dell’invecchiamento è regolato dall’attività ormonale, in quanto sembrerebbe che la ghiandola pituitaria inizi a produrre un ‘ormone della morte’ già al principio della pubertà, che interferirebbe con la capacità delle cellule di utilizzare ormoni benefici come quello della crescita. Questo genererebbe un processo di deterioramento, invecchiamento e morte dei nostri organi”.
“In un corpo sano, ciascuno di questi vortici ruota a grande velocità, permettendo all’energia vitale detta anche ‘Prana’ o ‘energia eterica’ di scorrere verso l’alto attraverso il sistema endocrino. Ma se uno di questi vortici rallenta, il flusso di energia vitale ne risulta inibito o bloccato, ecco, è così che potremmo definire l’invecchiamento e un cattivo stato di salute.[…] Il modo più rapido per riacquistare giovinezza , salute e vitalità è quello di avviare il normale movimento rotatorio dei centri. Un risultato che si può ottenere con cinque semplici esercizi […]”.
PETER KELDER
Cattura

Fonte: Ebook-Il-mistero-rivelato-dei-riti-tibetani

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Il potere dell’ottimismo – lavoriamo sul 2° Chakra

OTTIMISMO

Stretto parente della SPERANZA, l’ottimismo è un atteggiamento che consente di non sprofondare nei momenti difficili, reagendo emozionalmente per risolvere la situazione.

La persona di indole ottimista ha una “forma mentis” che tende a vedere nella situazione difficile, una “sfida da superare” anzichè un ostacolo insormontabile.

L’ottimismo realistico, consapevole e coraggioso, aumenta il senso di quella che viene definita “self-efficacy” ovvero la consapevolezza di potercela fare, la fiducia in se stessi: significa sapersi considerare in una luce positiva ma realistica sapendo quali sono le proprie forze e debolezze.

L’ottimismo vince sul pessimismo ma oggi troppo spesso ci sono persone sopraffatte dal dolore, dalla sofferenza sia fisica che emotiva che si adagiano vivendo nel pessimismo.

Questo temperamento però PUO’ ESSERE MODIFICATO dall’esperienza e dalla pratica e si può imparare ad essere ottimisti accettando le sfide che ci si presentano di fronte.

Possiamo modificare le nostre reazioni abituali alle situazioni difficili, possiamo imparare a gestire la nostra ansia e le nostre paure aumentando la nostra consapevolezza interiore.

ESISTONO SEMPRE DIVERSE SCELTE PER REAGIRE AD UN’EMOZIONE

Addestriamo noi stessi all’ottimismo, al cercare soluzioni anzichè soffermarci sui problemi, ad indirizzare le emozioni in senso positivo, a considerare la situazione in modo distaccato senza colorarci delle emozioni, a controllare il respiro per sciogliere l’ansia nel corpo, a sorridere di più!

LE NOSTRE AZIONI SONO IN GRAN PARTE DETERMINATE DALLE NOSTRE EMOZIONI

Se ad ogni emozione corrisponde un mutamento del nostro corpo e del nostro respiro, partendo dal corpo e dal respiro possiamo imparare a gestire le nostre emozioni e ad alleviare le nostre angosce.

Lavorare sull’armonizzazione dei nostri centri energetici e vitali, porta stati di benessere prolungati.
Lo YOGA può venire in aiuto nell’educare all’OTTIMISMO attraverso il PRANAYAMA con il controllo del respiro, forgiando il corpo con la pratica delle ASANAS, lavorando sul PRATYAHARA con il controllo dei sensi, sul DHARANA con la concentrazione fissa in un solo punto, con l’uso di suoni terapeutici delle CAMPANE TIBETANE.

LAVORIAMO SU SWADHISTANA CHAKRA

E’  di notevole importanza equilibrare SWADHISTANA CHAKRA, il II Chakra: rimanda al colore ARANCIO, è posizionato nella regione pubica due dita sotto l’ombelico, è relato all’elemento Acqua e collegato a tutti gli organi che regolano i fluidi corporei.
Concentrarsi su Asanas che agiscono su SWADHISTANA, il 2° CHAKRA centro del piacere, della gioia, della creatività,  dell’accettazione e del lasciare andare, consente di imparare ad affrontare il cambiamento e le nostre paure aumentando la nostra capacità di adattarci a ciò che la vita ci pone di fronte.

EDUCHIAMO NOI STESSI E I NOSTRI FIGLI ALL’OTTIMISMO
L’ottimismo ha un effetto benefico su corpo e mente!

Vieni a provare una lezione di YOGA.
La prima prova è gratuita.

 

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Movimento eutonico in coppia

Durante l’ultima lezione abbiamo sperimentato il movimento eutonico in coppia facendolo diventare una danza che ci ha aiutati a ristabile uno stato di benessere psicofisico sia individuale, che di coppia.

Pratica durante la lezione di Yoga a Montorso

Pratica durante la lezione di Yoga a Montorso

Si tratta di una pratica corporea di autoconoscenza del proprio corpo e al tempo stesso di relazione con gli altri.

L’eutonia del dito si pratica in coppia attraverso il tocco sensibile e delicato degli “INDICI” della mano destra di due persone, che stanno una di fronte all’altra.

Le due persone, mantenendo fisso il tocco dei due indici, si muoveranno nello spazio con lentezza leggera a suon di musica, in tutte le direzioni, facendo diventare questo movimento una sorta di danza.

Le persone possono decidere di mantenere attivo lo sguardo durante il movimento oppure di chiudere gli occhi per arrivare ad una comunicazione più profonda.

Alla base di questo esercizio di Eutonia in coppia, ci sta l’ascolto, il rispetto, la sensibilità, la percezione dello spazio nell’uso del proprio corpo e di quello del compagno.

Si può arrivare ad uno stato di rilassamento profondo nel momento in cui si lascia andare la tensione e si instaura un equilibrio tra i due soggetti.

L’uso del respiro e l’ascolto empatico aiuta: si arriva ad un punto in cui il movimento viene da solo senza che nessuno dei due conduca.

eutonia del dito


eutonia

eu·to·nì·a/
sostantivo femminile
  1. Armonioso stato di distensione fisica e spirituale, ottenuto attraverso tecniche di concentrazione mentale e di autocontrollo rilassante dei muscoli.
Origine
Der. di -tonia, col pref. eu- •1892.

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Immobilità del corpo, non esiste: ASANA

“Assumi una posizione comoda e stabile e quando l’hai trovata, rimani IMMOBILE”

La ricerca dell’immobilità è una indicazione frequente durante le lezioni di Yoga, specialmente nella fase del Pratyahara  o nella Meditazione.

E’ comunque importante riflettere sul fatto che l’immobilità del corpo che ricerchiamo, è solo apparente: esistono infatti una serie di micromovimenti che coinvolgono il nostro corpo che vanno dal respiro al battito del cuore, dal diaframma che muove la sua danza salendo e scendendo al fluire del sangue, dal movimento impercettibile delle ossa e dei fasci muscolari,sino alle microtrasformazioni che il corpo compie al suo interno.
Il nostro corpo si muove anche quando è fermo.

La vita è un fluire costante e continuo
e noi ne siamo parte.

immobilità apparente asana

Attraverso l’uso del respiro consapevole, possiamo percepire che l’IMMOBILITA’ NON ESISTE e nel mantenimento delle ASANA,  in queste posizioni statiche, tutto fluisce insieme al nostro respiro nella ricerca profonda di un EQUILIBRIO che è continuo gioco tra opposti.
In questo modo si ottiene la STABILITA’ della postura.
Nelle pratiche Yoga non esiste dunque alcuna rigidità: le posizioni si assumono in ASSENZA DI SFORZO, laddove la ricerca di questo equilibrio si ottiene lavorando sui tre livelli: corpo-respiro-mente.

Abbiamo dunque compreso il valore profondo delle caratteristiche di un ASANA eseguita correttamente:
IMMOBILITA’, STABILITA’, ASSENZA DI SFORZO
Queste caratteristiche non rendono le posture dello Yoga solo degli “esercizi di stretching o di potenziamento muscolare” ma permettono di raggiungere l’equilibrio armonico e l’integrazione mente-corpo, per un benessere psico-fisico della persona.

Possiamo definirla una sorta di “Predisposizione Mentale alla buona salute di noi stessi”.

Se vuoi prenderti cura del tuo corpo e sperimentare questo tipo di “immobilità apparente” nelle Asana, partecipa ai corsi di Yoga a Montorso.

Contattaci per una prova gratuita.

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Onoriamo la giornata mondiale dello Yoga 2016 con il Saluto al Sole “Surya Namaskara”

Il 21 Giugno 2016 si celebra la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLO YOGA

Il 21 Giugno, giornata del solstizio d’estate,  è chiamato Dakshinayana, cioè il momento di passaggio alla seconda parte dell’anno, il momento dell’espiro della Terra che ci offre i suoi doni.

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Per celebrare questa festa, quale modo migliore se non il Saluto al Sole che possiamo fare per nostro conto a casa, con il cuore aperto a questa energia.

SURYA NAMASKARA è una sequenza dinamica di 12 posizioni che eseguite combinando il respiro, possono diventare una vera e propria meditazione in movimento.

Va eseguita a multipli di due per fare in modo che si equilibri l’emisfero destro e sinistro.

La divertente gif che segue può essere un valido strumento per ricordare la sequenza.

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ASANA vissuta come un Rituale

Un Asana è una posizione mantenuta che viene eseguita con il corpo.

Se pensiamo a come si esegue e all’attenzione al dettaglio nella consapevolezza del gesto, possiamo facilmente paragonare un ASANA ad un RITUALE perché ogni movimento si ripete allo stesso modo da un lato e dall’altro.
RITUALE

Il Rituale consente non di “ripetere” in maniera sterile una gestualità immutabile,
ma di ricominciare perpeuamente, la stessa cosa certo, ma indefinitivamente diversa.

Se pensiamo all’ASANA, la ripetizione è sempre uguale e differente al tempo stesso perché il nostro corpo, nella costante ripetizione, si apre e si fa diverso perché il nostro respiro fluisce in modo diverso, perché noi siamo differenti da ieri e ci poniamo nei confronti della fatica e della postura in modo diverso.

Nel RITO, tutto è uguale e tutto cambia evolvendo perchè noi evolviamo nel rito.
Nell’eseguire l’ASANA seguiamo uno schema che ci viene proposto dal Maestro che, attraverso la voce e il corpo, porta l’allievo ad un corretto allineamento, all’uso cosciente del respiro, al giusto approccio mentale.

Un RITO è una ripetizione consapevole, una riflessione sul gesto, un approfondimento che continua ogni volta nella ricerca della “perfezione”.

Un ASANA diventa un RITUALE quando si trasforma quasi in una preghiera con il corpo, che nella lentezza del movimento, consente di sperimentare una nuova consapevolezza.

Buon RITUALE!

Saint-Exupery da “Il Piccolo Principe”

«Ci vogliono i riti».
«Non si conoscono che le cose che si addomesticano», disse la volpe. «Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!».

«Che bisogna fare?» domandò il piccolo principe.

«Bisogna essere molto pazienti», rispose la volpe. «In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…».

Il piccolo principe ritornò l’indomani. «Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora», disse la volpe. «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…

Ci vogliono i riti». «Che cos’è un rito?» disse il piccolo principe.
«Anche questa è una cosa da tempo dimenticata», disse la volpe.
«È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore».


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